giovedì 14 gennaio 2010

La crisi é finita,ma sono pochi gli italiani che se ne sono accorti!

Mentre i nostri politici continuano a ripetere che "la crisi è finita","il peggio è ormai alle spalle",sono ben pochi gli italiani che si sono accorti di questo miracolo improvviso:tutti quelli che non arrivano alla fine del mese e che sono già tra i più fortunati perché un lavoro ce l'hanno,i pensionati che fanno fatica a tirare avanti,e soprattutto i cassaintegrati e i disoccupati:categoria quest'ultima che é in aumento soprattutto tra i laureati giovani e non.Chissà perché quando le poche volte che si parla di disoccupazione, ai vari TG scorrono immagini di fabbriche con operai in tuta.Quasi nessuno parla del dramma vissuto invece dai laureati disoccupati di queste persone,vittime di un"sistema all'italiana"che ha portato ad una crescente precarizzazione del lavoro.Oggi mi servi per un lavoro sottopagato in un call center magari per un mese o forse più,la paga é una miseria ma ti puoi adattare,domani non mi servi più o magari tu lavoratore laureato e stressato decidi di andare via ,d'altronde il contratto è "a progetto".Già ma quale progetto di vita si può costruire vivendo alla giornata,con un lavoro che oggi c'è e domani non si sa,e senza i famosi "ammortizzatori sociali"dei quali i nostri politici fanno un gran parlare:cioé dare un sussidio di disoccupazione anche ai lavoratori precari.Chi infatti non ha una famiglia dietro alle spalle che non lo possa aiutare si ritrova letteralmente dall'oggi al domani non solo senza un lavoro ma anche senza un aiuto economico durante il periodo di ricerca che intercorre tra la perdita del lavoro e la ricerca di una nuova occupazione,di questi tempi molto difficile.Ciò influisce negativamente anche sulla salute aumentando i livelli di stress,ansia,depressione,ma soprattutto frustrazione:tanti anni di studio buttati al vento.Generazioni non solo di ventenni,ma anche di trentenni,quarantenni e cinquantenni unite nello stesso dramma della disoccupazione soprattutto al Sud.Anche qui possiamo parlare di nuovo di "sistema all'italiana"con disoccupati di serie A e disoccupati di serie B:i primi che hanno lavorato per lungo tempo prima di perdere il lavoro hanno il sussidio,quelli di serie B,ovvero i precari che hanno lavorato per meno tempo non hanno diritto a niente.All'estero questo sistema é del tutto incomprensibile.Ma d'altronde come ripetono i nostri politici qui in Italia"il peggio é passato",la crisi é ormai alle spalle".Le fabbriche chiudono,gli operai salgono sui tetti per protestare,i tanti precari disoccupati cercano di far sentire disperatamente la loro voce, i pensionati soffrono in silenzio,mentre l'Italia va alla deriva.
Ale